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Festa di San Giovanni Bosco

13/02/2009 - La comunità in festa per don Bosco. 96 anni di presenza dell’Opera Salesiana delle Figlie di Maria Ausiliatrice

 

Guspini
La comunità in festa per don Bosco
96 anni di presenza dell’Opera Salesiana delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Sono trascorsi 96 dall’arrivo delle Suore nella cittadina. Nel 1913 l’allora Vescovo di Ales mons. Emanuelli e il parroco della chiesa di san Nicolò Pietro Mameli, affermavano che bisognava: “riannodare coi vincoli dell’amore le classi sociali, per ottenere con la concordia e il benessere la pace sociale; rendere l’operaio conscio della sua dignità, ma in pari tempo, dei suoi doveri; educare la gioventù affinché rispondesse degnamente alle speranze della religione e della patria, coi benefici della fede”. Tutto ciò rispondeva largamente allo spirito di Don Bosco, perciò vennero chiamate le Suore Salesiane.

Nei primi anni le figlie di Maria Ausiliatrice non avevano incontrato difficoltà a dare vita a una presenza sistematica nel paese, grazie alle autorità religiose e civili.
Le Salesiane preferirono dare avvio ad opere richieste dalle urgenze sociali e religiose del tempo, partendo da basi modeste ma solide, per lasciare poi che le opere crescessero con l’aiuto della popolazione.
La novità del metodo educativo salesiano e dedizione delle giovani Suore finì per vincere. Una grande spinta venne dal primo congresso internazionale dei Cooperatori Salesiani tenutesi alcuni anni prima a Bologna. Un congresso che risvegliò l’impegno sociale dei cattolici, ne favorì la promozione, incoraggiò la formazione di una nuova generazione di cattolici, superando il trauma dell’unità nazionale. Il movimento salesiano intendeva istituire un rapporto più stretto e non conflittuale tra religione e società, tra tensione spirituale e impegno sociale, dimostrando di essere in grado, con il nuovo attivismo educativo, di dare slancio agli ancora incerti programmi dei cattolici fedeli e anche al motto di Don Bosco “formare onesti cittadini e buoni cristiani”.

Da allora sono trascorsi 96 anni, molto si è fatto, ma gli attuali tempi esigono altrettanto impegno.

Da 25 anni i guspinesi festeggiano don Bosco oltre che nella chiesa di san Nicolò anche nella parrocchia di san Giovanni Bosco, voluta dal Vescovo Tedde , nel quartiere operario nato nel 1957. La cittadina può bene annoverasi comunità salesiana.

Per i festeggiamenti 2009 la Famiglia Salesiana, in collaborazione con la parrocchia di san Nicolò, ha organizzato una serie d’incontri:
Giovedì 22 gennaio triduo in onore di don bosco è seguito un incontro con tema : “famiglie e giovani” conversazione-dibattito per famiglie e adulti, ha coordinato don Angelo Pittau.

Venerdì 23 gennaio: triduo in onore di don Bosco; incontro: “perché chiamarsi oggi cristiani?”; momento per adolescenti e giovani suor Ines Perra fma -asilo “Santa Maria”; è seguito un momento di festa insieme.

Sabato 24 gennaio triduo in onore di don Bosco presieduto da padre Teani s.j. preside facoltá teologica di Cagliari è seguita una conferenza “la figura apostolica di San Paolo e la sua attualità ”con relatore sempre padre Teani s.j .

Domenica 25 gennaio celebrazione eucaristica presieduta da don Gianni Lilliu. Il salesiano durante la funzione ha evidenziato l’importanza dell’educazione, perciò ha auspicato che i genitori, tutti gli adulti, sentano il dovere di guidare i giovani verso i veri valori della vita.

Come ogni anno è seguita una solenne processione che ha riportato il simulacro del santo nella casa delle Suore. Nella serata il gruppo giovani e i cooperatori salesiani hanno organizzato una serata dove i bambini hanno cantato e alcuni adulti, con una farsa in lingua sarda, hanno ironizzato sui mali della società.


Festa nella chiesa di san Giovanni Bosco
Sabato 31 nella chiesa di San Giovanni Bosco ha celebrato la messa il Vescovo mons. Dettori che ha ribadito la richiesta, agli adulti presenti, di educare i giovani nell’amorevolezza indicata da don Bosco. Il parroco don Petronio Floris ha ringraziato il Vescovo per la Sua gradita presenza e ha chiesto la benedizione di tutta la chiesa, considerato che dieci anni orsono era stato consacrato solo l’altare. Don Petronio ha inoltre ringraziato tutti coloro che si sono prodigati per la riuscita della festa con la pesca di beneficenza e vendita di ricami. Nella stessa serata sono seguito uno spettacolo pirotecnico che ha allietato la giornata.

Domenica 1 febbraio don Petronio Floris ha guidato una processione nelle strade del quartiere, al termine, nella chiesa di don Bosco, don Giuseppe Casti ha celebrato la messa. Il salesiano ha invitato le persone a guardarsi attorno per dare risposte, con spirito di servizio, alla società ed in particolare verso i giovani bisognosi d’aiuto. In serata un concerto con l’organo della chiesa, caccia al tesoro e altre manifestazioni musicali.

Mauro Serra

 

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